Florence “on the road”

Think Happy, Be Happy
Non è stupendo quando la gente regala sorrisi
e ti augura buona giornata?

Immagine
[PH EffeFrancesca © 2013 EffeFrancesca Tutti i diritti riservati]

Prendi l’opportunità di partecipare ad un’importante convegno sull’arte rinascimentale a Firenze
e cogli al volo l’occasione di vivere due giorni “alla ventura” con tua sorella
(ancor meglio se gemella e, soprattutto, migliore amica).
Zaino in spalla ed entusiasmo nel cuore: è tutto ciò di cui hai davvero bisogno.
Alle volte è bello staccare la spina, prendere una boccata d’aria fresca e respirare la vita a fondo, a pieni polmoni.

Firenze è bella, e anzi, il cielo grigio di questi giorni ne accentua il fascino;
noi il sole lo abbiamo dentro.
Un soggiorno rapido, le ore scorrono veloci, ma abbiamo incontrarto molte persone cordiali ed ospitali.
I proprietari del “Soggiorno Panerai” – il b&bdove abbiamo alloggiato – sono delle persone speciali.
Gentilezza, simpatia ed ospitalità sono le parole d’ordine
e noi siamo state davvero bene: era come stare in una piccola grande famiglia.
Abbiamo fatto una passeggiata, ci siamo guardate intorno: Firenze è una bellissima città, palpitante di vita.
Ovunque si posi lo sguardo, ci sono dettagli che catturano l’attenzione,
soprattutto nelle stradine più interne,
quelle meno affollate dai turisti e più vissute dai fiorentini.
Ho adorato l’aria frizzantina, l’atmosfera ricca di elettricità vitale;
sentire la cadenza e l’accento del dialetto fiorentino… mi fa impazzire la gutturale aspirata!
Abbiamo “pasteggiato” in un localino che propone panini squisiti e cibi tipici da consumare “on the road”:
pasti sani, “al volo”, dal sapore di casa.
“Il ritrovino dei Servi” è un posto davvero caratteristico,
con una cucina a vista sullo sfondo, un grande bancone e alcune panche.
Tra il via vai della gente che entra, affolla il locale per ordinare ed esce con sacchetti pieni di prelibatezze,
c’è anche chi si siede al bancone per mangiare la specialità del giorno.
C’era un uomo che mangiava pasta e ceci in piedi, girando e rigirando il cucchiaio nel piatto, nell’attesa che si freddasse.
Qui è proprio così: i cittadini sono dinamici, convivono con i fiumi di gente che tutti i giorni si riversano nel centro della città.
Ormani ne hanno fatto l’abitudine.
L’uomo sembrava distratto, immerso nei suoi pensieri. Mangiava lento, ma non era fuori luogo, anzi,
rendeva l’atmosfera ancora più autentica.
Attimi vissuti con calma e gusto, finalmente.

[…]
Quando poi, dopo la giornata trascorsa al convegno siamo rientrate in camera, ci siamo buttate a letto e,
con l’entusiasmo che solo due ventenni col cuore di bambine hanno,
ci siamo strafogate di cioccolato!
Vale la pena di vivere per certe cose!

Francesca

 

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2 pensieri su “Florence “on the road”

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