“Non-lieu”

Osservare: dal latino ob-servare, “serbare, custodire, considerare”.
Ed ecco cosa faccio, osservo e custodisco le immagini che percepisco e mi colpiscono di più.
Catturo la realtà. Immagazzino frammenti di quotidianità nel cuore e li intreccio per ricamare delle storie.

Immagine
[PH from Web]

Sapete quali sono i posti migliori per osservare il mondo? I cosiddetti “non-lieux”, “nonluoghi”. Il nonluogo è uno spazio in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare in relazione, incentrato solamente sul presente e caratterizzato dalla provvisorietà, dal transito e passaggio, da un individualismo solitario.
Tra questi, la stazione dei treni è il mio posto prediletto. Potrei passare le ore, seduta in disparte, ad osservare e carpire attimi velocissimi, quasi inafferrabili, di realtà.

Immagine
[PH from Web]

Quanto tempo si trascorre lungo la banchina del binario che ci è stato destinato?
E così sto lì, con il mio bagaglio al seguito, e mi guardo intorno.
Guardo a destra. Niente. Allora guardo a sinistra. Di nuovo, niente.
Questa volta opto per l’orizzonte, guardo dritto, avanti a me. Lo sguardo si fa spazio tra passeggeri frettolosi, e gente che corre.
E’ un attimo e li vedo. Sono proprio lì. Li osservo cercando di non essere troppo invadente, ma la mia curiosità preme e trattengo gli occhi su quello spettacolo meraviglioso. Lui scende dal treno, recupera la valigia e la vede. Lei lo guarda emozionata. I loro occhi si incontrano. Sbircio le labbra e vedo sorgere, immediato, un sorriso vero. Sincero.
Si corrono incontro, lui lascia cadere il borsone a terra e si abbracciano, finalmente.
Si abbracciano forte, a occhi chiusi, con il sorriso acceso.
Non so, ho avuto l’impressione che per osmosi potessero trasmettersi millemila pensieri/emozioni al secondo. In silenzio, così, solamente con un abbraccio da togliere il fiato. Ho letto la felicità in quella stretta serena e rassicurante, quasi liberatoria.
Quanto è bello sentirsi al settimo cielo e aggrapparsi l’un l’altro? Senza chiedere nulla, ricevere tranquillità, stringendosi petto a petto, cuore contro cuore.
In un attimo due battiti si fondono e diventano uno, all’unisono.

Francesca

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