Conversation 19

Look at the stars, look how they shine for you
(Yellow – Coldplay)

Ho guardato le stelle, quella notte. Una scheggia di luna, col suo pallore etereo, illuminava il fiore rosso che avevo infilato tra i capelli. Un vento lieve dava vita al vestito morbido, facendolo danzare sulla pelle.

Ho preso posto al tavolino più defilato, mi sono fatta osservatrice delle persone che affollavano il locale. E un’innocente speranza ha preso forma, delineando i propri contorni. Scoprire se, per pura serendipitevolezza, da qualche parte esista un’anima simile alla mia. Con abitudini sue, ma anche un po’ mie. Che condivida i miei pensieri. Che possa provare emozioni intense come quelle che mi porto nel cuore.

Ho lasciato vagare lo sguardo: donne e uomini, troppo soli, vestiti di sorrisi simulati. Poi, un gruppo di ragazzi. Birra, occhi brillanti e risate sincere.
T u.

Poi d’improvviso, inaspettatamente, irrompi tra i miei pensieri. Sei lì, davanti a me, mi porgi un sorriso.
Con dolcezza vuoi conoscere il mio nome.
“Mi chiamo Francesca”
“Posso sedermi qui?”
“Sì, certo!” – Ti sorrido.
Mi chiedi se sono in vacanza. E cominciamo a parlare di questa estate che, come ogni anno, scorre troppo veloce.
Parliamo e intanto non fai che ripetere il mio nome. Lo pronunci alla fine di quasi ogni frase, come se fosse un sigillo, quasi conferisse al discorso un valore aggiuntivo.
“Lo sai che, solitamente, nessuno mi chiama col mio nome per esteso? Eppure, credimi, è una cosa che adoro!”
“Allora sarai  F R A N C E S C A, per me, e non ti chiamerò altrimenti.”
E ti lascio fare, mi lascio cullare dalla tua voce.

Arrivano le birre e appoggi i tuoi occhi nei miei.
“A cosa brindiamo?”
“A questo bell’incontro!” ti dico con slancio.
“Mi sembra perfetto!”

“Vorrei prenderti per mano e uscire a fare due passi, ti va?” una richiesta delicata. Ne rimango affascinata.
“Sembri un ragazzo d’altri tempi”
“Sì, beh, prima ho fatto un po’ il figo per rompere il ghiaccio, ma non è una cosa che dura molto…” lo dici arricciando le labbra. Una smorfietta incredibile.
Rido.
“Sei anche autoironico” – ti faccio notare.
“Mi piace come ridi, mi fa venir voglia di venirti a conoscere ogni sera…” – abbassi gli occhi. Sei sincero.
“Fammi capire, vorresti conoscermi ancora o conoscermi di nuovo? Perché son due cose differenti…”
“Conoscerti sempre, dovessi anche cominciare da capo!”
“Non trovi che potresti annoiarti? Correresti questo rischio?”
“No. Ne sono sicuro: saresti sempre una novità!”

To be continued…

Francesca

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