Read out Loud

Scriveva; anche l u i.
Stendeva, nero su bianco, immagini ed emozioni.
Dava vita a pensieri tridimensionali, leggeri eppure così reali da sembrare tangibili.
Bastava allungare la mano per poterli sfiorare davvero.
Parole perfettamente calibrate.
Disposte secondo la logica del suo cuore, delineavano storie belle da levare il respiro.
E io amavo a s c o l t a r l e.

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“Dai, leggimene un pezzetto!” – chiedevo,
bramosa di saziarmi sillaba dopo sillaba del frutto di quella mente splendente.
Prendevo posto ai piedi del letto, mi stendevo placida,
raccogliendo le ginocchia tra le braccia.
Un sorriso.
Di primo acchito rispondeva sempre con un sorriso silenzioso, eppure potevo percepirne il suOno.
Poi acconsentiva teneramente alla mia richiesta e si appollaiava con me sul letto.

Poggiavo il viso sulle lenzuola e con lo sguardo lo osservavo.
Movimenti decisi sul suo volto. Occhi profondi di chi porta un mondo dentro di sé.
Le labbra si schiudevano e l’inflessione della sua voce era pura poesia.
Leggeva calmo, pronunciava alla perfezione ogni singola parola.
Interpretava la punteggiatura impiegando l’adeguata intonazione:
indugiava sulle pause e rendeva il discorso sinuoso e leggiadro.
Una commistione di a e r o s a meraviglia.

E ancora mi sembra di sentire l’e c o di quei racconti:
emozionanti avventure perfettamente cucite addosso ai suoi personaggi.

A presto,

Francesca

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2 pensieri su “Read out Loud

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