365 albe

Gli ultimi giorni dell’anno, come al solito, volano freneticamente. Scorrono rapidi, travolgendomi.
Inevitabilmente mi ritrovo a stilare millemila liste mentali.
Quella delle cose da fare. I famigerati buoni propositi: libri da leggere, foto da scattare, viaggi da organizzare, abitudini nocive da abolire, obiettivi da raggiungere…
sogni da avverare!
Tra le tante, fa capolino pure uno pseudo bilancio di questo 2015.
Sì perché, se ci penso, provo le vertigini. E il primo aggettivo che mi viene in mente è “d e n s o”.
Un anno impegnativo, colmo, difficile.
Un anno di scelte. Scelte importanti compiute di fronte a bivi decisivi.
Destra o sinistra? Moralmente corretto o scorretto? Giusto o sbagliato? Per me o per gli altri?
Una delle lezioni più importanti che ho imparato è che, per quanto ci si possa sforzare, non si vive per accontentare le altre persone.
La scelta è m i adev’essere mia – perché i o sono responsabile di m e
s t e s s a
. Del resto, ogni scelta comporta una conseguenza e io voglio vivere con la certezza di garantire la massima dedizione ai miei progetti, facendo ciò che mi sento di fare.
Non ci sono pretese superomistiche. Vorrei solo esser più serena o, quanto meno, trovare un compromesso equilibrato tra il mio istinto e la mia coscienza.

E’ stato anche un anno “m a g i c o”.
Un anno di sorprese, rivelazioni, conquiste.
Una delle più importanti, in assoluto, è stata la scoperta della mia identità, della mia individualità.
Perché è così, le cose accadono quando meno te lo aspetti. Magari finisci pure per perdere la speranza, ma poi arrivano emozioni i n c r e d i b i l i.
Non credevo di avere la forza di fare tante cose,
né tanto meno di riuscirci da sola.
Eppure, con le mie forze sono andata lontano.

La pubblicazione di un mio racconto. Lo stage in biblioteca. La mostra fotografica.
Firenze. Bologna. Pisa. Roma.
Le passeggiate ai giardini di Boboli. Lo street food da Aurelio. Le corse in motorino sopra Firenze. 
La cena a Testaccio. Le chiacchierate bighellonando per Trastevere.

Ho colto occasioni al balzo, facendo tesoro di esperienze preziose.
Ho preso treni che chi lo sa se passeranno ancora.

fff

Nel dubbio sono salita senza pensarci troppo e ho viaggiato alla scoperta di qualcosa. Di qualcuno. Sono state giornate calde, intense, ricche.
Ho incrociato sguardi; ritrovato pezzi raminghi di me stessa che ho incollato grazie alla potenza di certi abbracci.
Ho riso. Cantato. Corso.
Correre senza avere più il fiato è una delle sensazioni più vere e soddisfacenti che ci possano essere. Ho respirato davvero, senza limitarmi a sopravvivere.
Ho lasciato che la melodia della vita mi attraversasse le vene; danzato a occhi chiusi sulle note di attimi dolcissimi.
Semplicemente, mi sono sentita viva.

ddd

E così, eccomi qui, a fare mente locale e metter via momenti f e l i c i e lievi che si possono contare sulla punta delle dita. Pochi ma buoni, talmente speciali da compensare tutto il resto.
Eccola qui, la mia personalissima scorta di meraviglia.

A tutti un augurio di un incantevole 2016!

Francesca

 

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9 pensieri su “365 albe

  1. Che 2015 entusiasmante, per tantissime cose, e per quella scoperta della tua individualità che sembra scontata a volte, ma è un concetto non semplice da interiorizzare, da accettare e concretizzare. Io sono contenta che questo 2015 mi abbia portata a scoprirti, a partecipare ai tuoi bellissimi progetti e a meravigliarmi davanti alle tue foto e alle tue parole. Ti auguro ogni bene, col ❤ ! Ps:il tuo racconto non è che si può leggere? 😉

    • Oh Marta ma quanto sei dolce! Grazie di cuore! Anche io sono felice di averti incrociata e spero di incontrarti il prima possibile! Per il racconto se hai piacere te lo invio tramite mail! Ti mando un mega abbraccio! ❤

  2. Piccolo augurio di inizio anno (come prosecuzione del 2015 che hai descritto).
    E’ un brevissimo racconto di Dino Buzzati (La formula):

    ” Di che hai paura, imbecille? Della gente che sta a guardare? Dei posteri, per strano caso? Basterebbe una cosa da niente: riuscire a essere te stesso, con tutte le stupidità attinenti, ma autentico, indiscutibile. La sincerità assoluta sarebbe di per se stessa un documento tale! Chi potrebbe muovere obiezioni? Questo è l’uomo, uno dei tanti se volete, ma uno. Per l’eternità gli altri sarebbero costretti a tenerne conto, stupefatti.”

    • Sono senza parole. Hai saputo cogliere tutto e ti sono grata per aver condiviso questo racconto di Buzzati (che ora provvederò a stampare e ad appendere davanti la scrivania!) Auguri di inizio anno anche a te! 😊

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