RUMORI

Gambe sotto la scrivania. Davanti a te, quaderni e pastelli sparsi a casaccio. Sono la proiezione concreta dei tuoi pensieri: biglie lanciate a folle velocità nel flipper,
che è la tua testa.
Capo chino sul libro di chimica. Studi o, almeno, ci provi. Distrattamente, tracci con la matita legami di atomi diversi. Cristalli e molecole.

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Alcuni rumori riecheggiano ancora, uguali.
Ci sono rumori che sono come perturbazioni.
Frequenze che si propagano come onde circolari, sulla superficie della mente. Forse non te ne rendi conto. Stai in silenzio e intanto, inconsciamente, r e g i s t r i tutto.
L’anima oscilla, per ricordi sonori assordanti.

Sapresti riconoscerli sempre e comunque. Quel rumore meccanico e quella precisa vibrazione. La cabina dell’ascensore, che sale lungo il condominio. Tendi meglio l’orecchio. Ti concentri per ascoltare meglio quello che accade sul pianerottolo. Un attimo e il vano si apre. Poi si lascia richiudere, svogliatamente.
Sette passi e le chiavi danzano nella toppa, facendo scattare l’uscio.

Solo tu sai cosa accade, dopo.
Sai bene cosa vuol dire sentire il cuore accelerare nel petto. Una scarica di adrenalina.
La paura di non riuscire a prevedere quale destino ti attende.
Il motivo dell’ennesimo, futile ed inesistente, litigio. La prossima stupidaggine che accenderà la miccia.
Parole lanciate alla rinfusa, rimbalzano tra le pareti di casa. Catene di parole. Bombe a mano gettate senza un motivo.

Hanno il retrogusto di una rabbia non ben definita. Di frustrazione. Insoddisfazione.
A m a r e z z a.
Che speri di riuscire a stemperare chiedendo a tua madre che prepari un dolce all’ultimo minuto.
Imbastisci una crostata, in fretta – la supplichi.
Ma la marmellata non c’è. È finita.
Prova con la torta di mele! Un banalissimo tiramisù… – insisti.
Inventa un budino che abbia un qualsiasi effetto lenitivo – la supplichi.
E speri che sia quasi s o p o r i f e r o.
Ma già lo sai: la soluzione non si trova sul fondo del sacchetto da mezzo chilo di zucchero.

Quando si lacera, il cuore che rumore fa? Il tonfo di una spugna inzuppata
o il sibilo di un fuoco pirotecnico bagnato dalla pioggia?
(Susanna Tamaro)

Francesca

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