… il filo logico

L’uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita.
(Milan Kundera)

C o i n c i d e n z e. Combinazioni. Sincronie.
Accade tutto in un attimo, in un rapido rallenty.
Una frazione di secondo dilatata, che mi consente di cogliere un profilo così familiare.
Così f a m i l i a r m e n t e estraneo. Un colpo al cuore, sordo. Fortissimo.

“C’è un f i l o logico
e la gente 
ci i n c i a m p a”

Due vetture lanciate, l’una accanto all’altra, lungo due parallele destinate a non incontrarsi. Viaggiano su corsie riservate, con una visuale limitata.
Forse, è consentito soltanto dare una fugacissima sbirciatina oltre la siepe che divide la carreggiata, nell’opposto senso di marcia.
Mi guardo accanto e capisco che non è stata un’allucinazione:
ci siamo sfrecciati allato.

È a dir poco straniante percepire il naturale fluire del tempo come se fosse uno slow-motion. Il caos del traffico nell’ora di punta si annulla. Diventa rumore bianco e si tinge del color del latte. Poi, una sensazione ovattata: rimozione rapida, come carta assorbente per l’inchiostro colato della vita. China acquea ed indelebile.
E ho la sensazione di muovere passi statici, come quando si affondano i piedi nella neve, di una gelida mattina brumosa.

Cala il silenzio nell’abitacolo e riesco ad avvertire, nitidamente, il battito accelerato del tuo cuore che si fonde al mio.
Cerco la tua mano con la punta delle dita. Un tocco lieve, rassicurante, che fa scoppiare in men che non si dica quella – n o  s t r a – bolla lattea.
Inutile continuare a stupirsi di queste beffarde sincronie, perchè costituiamo – e costituiremo sempre – una rete fitta di fili.
Siamo destinati ad intrecciarci e ad inciamparci addosso;

…che ci piaccia o no.

 

Francesca

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S H A R E the feelings

Quante volte mi capita di avvertire quella sibillina sensazione di solitudine che si infiltra silenziosa nel cuore e mi rende irrequieta.
Quando succede cerco di prendere un po’ di tempo, provo a tranquillizzarmi e a fare dei respiri profondi,
respiro a pieni polmoni nel tentativo di arieggiare cuore e mente.
Ma un modo di sconfiggere questa sensazione polverosa c’è.
Ebbene sì, esiste.

La famosa ricetta della f e l i c i t à è
DEDICARE PIU’ TEMPO A CIO’ CHE CI FA STAR BENE.
Cucinare, disegnare, scrivere, fotografare, ballare…
E la felicità si m o l t i p l i c a quando, dedicandoci a noi stessi,
riusciamo a c o i n v o l g e r e anche gli a l t r i.
E così,non solo ci prendiamo cura del nostro cuore, ma anche di quello di chi ci sta accanto.

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Prendiamoci del tempo per a s c o l t a r e le e m o z i o n i, nostre ed altrui…
per dedicare e scambiarci le emozioni che ci d a n z a n o dentro.
Impariamo a c o  n d i v i d e r l e, perchè sono un tesoro inestimabile…
…e per una strana legge delle proporzioni, più condividi e più ti senti “tuo”,
nasce quel senso di appartenenza che ti appaga in modo autentico.
Dedicarsi a chi si vuol bene colma lo spirito di gioia.
Basta una telefonata, una chiacchierata davanti ad un caffè, una mail, un messaggino, un biglietto…
Qualunque cosa ci faccia sentire parte viva e integrante di questa realtà.

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Impariamo a regalarci un sorriso condividendo le nostre emozioni.

A presto,

Francesca