U n anno d o p o

Un anno e mezzo in tutto, ma quante notti, quante albe…:
è durato almeno tre anni, quest’anno e mezzo.

(Daria Bignardi, Un karma pesante)

Un anno d o p o.

U n anno.
C i n q u a n t a d u e settimane.
T r e c e n t o s e s s a n t a c i n q u e giorni, in questo caso t r e c e n t o s e s s a n t a s e i.
O t t o m i l a s e t t e c e n t o t r e n t a s e i ore.
C i n q u e c e n t o v e n t i q u a t t r o m i l a c e n t o s e s s a n t a minuti.
T r e n t u n m i l i o n i q u a t t r o c e n t o q u a r a n t a n o v e m i l a s e i c e n t o secondi.

Il potere che il tempo possiede, di dilatarsi o restringersi in modo vertiginoso, è un qualcosa che proprio non mi so spiegare.
Giorni che sorgono e scorrono veloci, scivolano via in un battito di ciglia.
Giorni in cui, invece, sembra che vada tutto al rallenty. Giornate talmente pesanti che, con la loro zavorra, non sanno passare. Finché arriva il tanto atteso momento di coricarsi: a letto, sotto le coperte fino al naso, spegni la luce tirando un sospiro di sollievo. Stanco e spossato, ringrazi che quelle ventiquattro ore siano finalmente volte al termine. Eppure, per una qualche beffa del destino, il cervello prende la tangente per un viaggio a bordo di millemila pensieri. E ti ritrovi a sfrecciare su un ottovolante, lanciato alla velocità della luce. Finita la vertigine ti porti addosso le botte all’anima. E silenziosi ematomi al cuore.

Un anno.
Trecentosessantasei albe, e altrettanti tramonti.
Nebbie fitte; piogge scroscianti; nevischi; soli abbaglianti. Caldi afosi e freddi polari.
Un caleidoscopico caos di luci e ombre. Colori accesi, brillanti, a volte pallidi. Bianco e nero decisi, a volte sfumati. Quasi evanescenti.
Un anno trascorso dondolando su un’altalena emotiva. Continuando a danzare in un valzer senza fine.
Un anno accompagnato da una colonna sonora indecifrabile di voci, musica e rumori. Ci sono stati giorni in cui il rumore era così forte da risultare insopportabile. Altri giorni, invece, era il silenzio ad essere assordante. Come un martello pneumatico che sferrava colpi sui pensieri. Dritto sulle emozioni.

Un anno fluito attraverso una routine irriconoscibile. Abitudini nuove ogni giorno, tutt’altro che rassicuranti, nel vano tentativo di recuperare piccoli punti di riferimento. Un via vai di gente indescrivibile, figuranti e comparse: sono sempre pochi quelli che vogliono restare.
Un solo copione, poche scene, innumerevoli atti.

Poi ti fermi. Apri gli occhi e la Terra ha appena compiuto un’intera rivoluzione sul proprio asse.
Sorridi pensando che anche tu stai compiendo la tua, di Rivoluzione. Una piroetta improvvisata nel miglior modo possibile, cercando di mantenere il baricentro, nonostante la costante perdita di equilibrio.

PicsArt_11-12-04.00.06.jpg

Perché ho capito che è fondamentale reagire.
Ho trascorso troppo tempo ad osservare uno schermo nero, vuoto, a causa di una forzata “interruzione delle trasmissioni”. Voglio poter scegliere, voglio poter migliorare la mia vita.

Un anno dopo.
Una nuova – GRANDE – c o n s a p e v o l e z z a.

Francesca

Annunci

Décrocher la lune *

Se c’è una cosa che adoro fare è passeggiare sotto le finestre del conservatorio.
Lievi note musicali spiccano il volo e si riversano lungo la via, librandosi in aria.
Sabato sera, passeggiavo soprappensiero, quando una melodia ha fatto capolino davanti a me. Ho cominciato a guardarmi intorno, per capire da dove provenisse. In effetti, ero nei paraggi del conservatorio ma non poteva essere quella la fonte. Senza pormi troppe domande, mi sono lasciata condurre da quella sinfonia morbida e avvolgente. Pochi passi e mi sono trovata spettatrice di uno spettacolo meraviglioso.
Di fronte all’entrata di Coin, uomini e donne ballavano un tango appassionato e coinvolgente.

2016-06-05 12.44.26 1.jpg

Mi sono fermata ad osservare, un sorriso sulle labbra.
Allora sappiamo ancora essere u m a n i…” ho pensato,
con gli occhi colmi di stupore e un senso di gratitudine nel cuore.
La musica traboccava dalla cassa dell’amplificatore, riecheggiando tutt’intorno.
Passi l i b e r i; le donne cinte negli abbracci degli uomini.
C’era chi ballava guancia a guancia, con espressione seria, quasi addolorata, carica di pathos.
Una donna danzava ad occhi chiusi. Completamente concentrata, riponeva piena fiducia nei suggerimenti ritmici dettatele dal bandoneón.
Una coppia, poi, mi ha completamente catturato. Con preziosa autoironia, cercava di sfoggiare la miglior tecnica ballerina. Ridevano insieme, consapevolmente divertiti della propria performance. Eppure, li vedevo sbirciarsi negli occhi e stringersi ancor di più. Ridevano di nuovo, lasciandosi travolgere dalla sensualità della melodia.
Un’armonia perfettamente imprecisa di profili, gonne plissettate, vestiti di pizzo e tacchi da ballo.
Tante variopinte stelle danzanti
E la magia di scoprire che la sensibilità ancora ci appartiene.

20160608121337-1.jpg

Francesca

*(“Staccare la luna”, ovvero riuscire ad ottenere qualcosa di eccezionale e totalmente inaspettato.)

Human beings

E mi domando quanti ancora si addormentino con le lacrime agli occhi.
Chi sorrida, nel proprio intimo, scoprendo di essere più forte e determinato di quanto non pensasse.
Chi, con fatica, cerchi di rialzarsi dopo una brutta caduta e di infilare un passo dietro l’altro,
un po’ per volta.

Prendi la mano e rialzati, tu puoi fidarti di me.
Io sono uno qualunque, uno dei tanti, uguale a te.
Ma che splendore che sei, nella tua fragilità.
E ti ricordo che non siamo soli a combattere questa realtà.

Ciascuno di noi nasconde delle fragilità.
Indossiamo maschere, sorrisi di circostanza. Cerchiamo di sopravvivere, combattiamo la marea cercando di rimanere a galla.
Andiamo contro natura, mostrandoci più duri e invincibili di quanto non lo siamo nella realtà.
Siamo ESSERI UMANI,
composti di acqua, sogni ed emozioni, almeno per più della metà.

I sentimenti hanno molteplici sfaccettature, ma nella loro purezza ci rendono veri ed autentici.
E cosa c’è di più bello di percepire la naturale indole alle emozioni?

Abbracci, forti ed ermetici…
sorrisi, spontanei e contagiosi.

Perdere l’equilibrio può far parte del gioco, ma prima o poi il baricentro si ristabilizzerà,
basta trovare il coraggio di essere se stessi.

Credo negli esseri umani
che hanno coraggio,
coraggio di essere umani

Vivi, ridi, emozionati.
E, se riesci, ama davvero.

 571bcc02fcfba0a5c4d956277a92b7bd 39f7113f12bbebe8133eeb3ac70ea893

A presto,

Francesca