Décrocher la lune *

Se c’è una cosa che adoro fare è passeggiare sotto le finestre del conservatorio.
Lievi note musicali spiccano il volo e si riversano lungo la via, librandosi in aria.
Sabato sera, passeggiavo soprappensiero, quando una melodia ha fatto capolino davanti a me. Ho cominciato a guardarmi intorno, per capire da dove provenisse. In effetti, ero nei paraggi del conservatorio ma non poteva essere quella la fonte. Senza pormi troppe domande, mi sono lasciata condurre da quella sinfonia morbida e avvolgente. Pochi passi e mi sono trovata spettatrice di uno spettacolo meraviglioso.
Di fronte all’entrata di Coin, uomini e donne ballavano un tango appassionato e coinvolgente.

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Mi sono fermata ad osservare, un sorriso sulle labbra.
Allora sappiamo ancora essere u m a n i…” ho pensato,
con gli occhi colmi di stupore e un senso di gratitudine nel cuore.
La musica traboccava dalla cassa dell’amplificatore, riecheggiando tutt’intorno.
Passi l i b e r i; le donne cinte negli abbracci degli uomini.
C’era chi ballava guancia a guancia, con espressione seria, quasi addolorata, carica di pathos.
Una donna danzava ad occhi chiusi. Completamente concentrata, riponeva piena fiducia nei suggerimenti ritmici dettatele dal bandoneón.
Una coppia, poi, mi ha completamente catturato. Con preziosa autoironia, cercava di sfoggiare la miglior tecnica ballerina. Ridevano insieme, consapevolmente divertiti della propria performance. Eppure, li vedevo sbirciarsi negli occhi e stringersi ancor di più. Ridevano di nuovo, lasciandosi travolgere dalla sensualità della melodia.
Un’armonia perfettamente imprecisa di profili, gonne plissettate, vestiti di pizzo e tacchi da ballo.
Tante variopinte stelle danzanti
E la magia di scoprire che la sensibilità ancora ci appartiene.

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Francesca

*(“Staccare la luna”, ovvero riuscire ad ottenere qualcosa di eccezionale e totalmente inaspettato.)
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WORDS’ PROJECT

Di parole ne esistono milioni di miliardi.
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Ieri sera, ascoltando una vecchia canzone, ho sentito risuonare una parola che adoro:
M O O N L I G H T.
Lasciandomi cullare dalla melodia di quel piacevolissimo suono, mi è venuta un’idea.89b689a5a7b79996bf202c28222486cd

Ci sono parole che, come musica, ci arricchiscono e ci regalano “la piacevolezza del loro suono”.
Mi accorgo che sempre più spesso utilizziamo un linguaggio basico e approssimativo, che non rende pienamente giustizia ai concetti o alle emozioni che vogliamo esprimere e trasmettere.

Possiamo immaginare la lingua come una enorme torta.
Una fetta di questa torta è costituita dal Lessico comune, costituito di circa 47.000 vocaboli.
Però, le “parole che usiamo in genere” sono molte di meno: si tratta del Vocabolario di base della nostra lingua: 6.500 parole, con le quali copriamo il 98% dei nostri discorsi.
Questo importantissimo nucleo è suddivisibile in altre tre fette:
Lessico fondamentale – fetta, fatta di poco più di 2.000 vocaboli, costituisce il vocabolario fondamentale dell’italiano;
Lessico di alto uso – fetta, costituita di poco più di 2.500 vocaboli, costituisce il lessico di alto uso, sono le parole dell’apprendimento scolastico, infine
Lessico di alta disponibilità – fetta meno cospicua, circa 1.900 vocaboli che vengono utilizzati raramente, in circostanze ben specifiche.

Ecco, la mia idea sarebbe quella di rispolverare termini eufonici e armoniosi,
termini che non vengono più usati, ma che varrebbe la pena salvare dall’oblio.
Ed è per questo che ho pensato di creare questa piccola rubrica,
proponendo 5 PAROLE alla settimana,
sperando di suscitare anche in chi legge la voglia di fornire nuovi spunti.

BUTIRROSO [bu-tir-ró-so]
(agg.)

Burroso

DADOFORO [da-dò-fo-ro]
(s.m.)

Portatore di fiaccola

OBNUBILARE [ob-nu-bi-là-re]
(n.)

1lett. Annuvolare
2fig., lett. Annebbiare, offuscare: offuscare la memoria, la vista, la mente

RABBARUFFARE [rab-ba-ruf-fà-re]

(v.tr.)

Mettere in disordine

UBERTOSO [u-ber-tó-so]

(agg.)

1 – lett. Fecondo, fertile
2 – non com. Abbondante, copioso

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Ho bisogno di PAROLE.
Parole ricche e ridondanti. Tante parole.
Parole fiorite, che mi riempiano l’anima. Tante parole,
che mi danzino nella mente.

Ho bisogno di PAROLE.
Parole piene, che mi nutrano il cervello. Parole melodiose che mi facciano sentire viva.
Parole come note, che diano ritmo ai miei pensieri.

A presto,

Francesca